{"id":782,"date":"2014-05-02T11:12:58","date_gmt":"2014-05-02T09:12:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.icare-fontanelle.it\/?p=782"},"modified":"2014-05-13T14:25:42","modified_gmt":"2014-05-13T12:25:42","slug":"1950-1970-il-culto-delle-anime-del-purgatorio-al-cimitero-delle-fontanelle-in-alcuni-articoli-della-stampa-napoletana-terza-e-ultima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/?p=782","title":{"rendered":"1950 \u2013 1970. Il culto delle Anime del Purgatorio al cimitero delle Fontanelle in alcuni articoli della stampa napoletana \u2013 Terza e ultima Parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Lo scontro giornalistico non produsse alcun risultato e la questione del cimitero delle fontanelle scomparve dalla stampa. Riapparve alla fine degli anni Sessanta quando, il 9 ottobre 1969, il n.38 di \u201cNuova Stagione\u201d pubblic\u00f2 un articolo, ripreso da tutta la stampa cittadina: \u201cLa Curia contro il culto superstizioso dei morti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vediamo come si arriv\u00f2 a quest\u2019articolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento furono anni di grandi cambiamenti. Ci furono la trasformazione dell\u2019Italia da paese agricolo a paese industriale, il \u201968 e l\u2019autunno caldo. Ci fu soprattutto, per il tema che qui trattiamo, il Concilio Vaticano II.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il contributo ufficiale napoletano alla preparazione e allo svolgimento del Concilio non fu brillante.<a title=\"\" href=\"#_ftn1\"><sup><sup>[1]<\/sup><\/sup><\/a> Nel 1966 a Napoli arriver\u00e0, per\u00f2, il Cardinale Corrado Ursi, che dar\u00e0 grande impulso alla realizzazione delle decisioni conciliari. Sin dalla lettera di saluto per l\u2019ingresso nella Diocesi egli dice: \u201cNoi muoveremo dal Concilio. Da esso trarremo ispirazione, contenuti, orientamenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I mesi e gli anni successivi furono ricchi di avvenimenti postconciliari: andarono in vigore la messa con la nuova liturgia e il nuovo anno liturgico, l\u2019unificazione dei centri universitari con la costituzione della Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale e, per la stampa, nuove riviste.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 in generale, si avvi\u00f2 un rinnovamento che segn\u00f2 anche per Napoli la fine della religiosit\u00e0 nata con il Concilio di Trento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questo contesto, il culto delle anime del Purgatorio si esaur\u00ec. Gli ipogei delle chiese furono svuotati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come questo concretamente avvenne non \u00e8 di facile ricostruzione. In linea di massima i resti umani presenti negli ipogei delle parrocchie furono portati alle Fontanelle e quelli delle arciconfraternite nelle sedi che queste avevano a Poggioreale. Due episodi testimoniano l\u2019attendibilit\u00e0 di questa ipotesi. Il primo \u00e8 quello che port\u00f2 i resti umani, con due bare dei Carafa di Maddaloni, dall\u2019ipogeo della parrocchia di Santa Maria dei Sette Dolori, al cimitero delle Fontanelle.<a title=\"\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> Il secondo \u00e8 quello che port\u00f2 i resti umani dall\u2019ipogeo dell\u2019Arciconfraternita dei santi Pellegrino ed Emiliano dei Farmacisti, all\u2019Arciconfraternita dei professori di musica a Poggioreale. Questi percorsi sono documentati sia dallo stato dei luoghi, sia da lapidi. Fu un percorso molto differenziato, guidato dalla Curia, ma di cui furono protagoniste le parrocchie e le arciconfraternite. Il clima religioso in cui questi trasferimenti furono realizzati \u00e8, allo stato, di difficile ricostruzione, poich\u00e9 ci sono solo testimonianze orali, spesso molto interessanti, ma a volte anche contraddittorie e senza riscontri oggettivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tre luoghi l\u2019antico culto continu\u00f2: nelle Chiese dell\u2019Opera Pia Purgatorio ad Arco, del Convento di San Pietro ad Aram e nel cimitero delle Fontanelle. Per queste strutture arriv\u00f2 la dichiarazione del Tribunale Ecclesiastico per la causa dei Santi e il Decreto del Cardinale Corrado Ursi del 29 luglio 1969 a cui esse saranno costrette ad uniformarsi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I motivi che portarono queste tre realt\u00e0, canonicamente autonome dalla Curia Arcivescovile, a non seguire il cammino conciliare sono ancora da ricostruire e furono specifici per ogni realt\u00e0. La tradizione attribuisce le resistenze di queste strutture agli introiti che derivavano dal culto; ritengo pi\u00f9 corrispondente alla realt\u00e0 e, comunque, pi\u00f9 significativo che esse siano state invece espressione del conservatorismo e dell\u2019atteggiamento anti conciliare di tanti ambienti religiosi della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo percorso non invest\u00ec alcuni piccoli ipogei delle tante arciconfraternite di cui sono costellate le strade del centro antico. L\u00ec vi sono ancora presenze di resti umani; in alcuni casi si tratta di luoghi in cui \u00e8 cessata qualsiasi forma di culto, in altri vi sono solo le cerimonie del 2 novembre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019articolo sul culto superstizioso dei morti era stato pubblicato da \u201cNuova Stagione\u201d, la rivista diocesana che aveva sostituito \u201c La Croce\u201d nel 1968 per rispondere al \u201cclima di rinnovamento che investe la Chiesa e il mondo. Nuova testata, nuovo formato, nuova vitalit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel nuovo giornale diocesano il tema delle devozioni \u00e8 molto discusso. Questo qui riportato sul culto dei morti non \u00e8 un articolo solitario. Alcuni mesi dopo la sua pubblicazione, nella lettera Pastorale, il Cardinale dedica al tema delle devozioni un puntuale e significativo passaggio. Pi\u00f9 in generale la rivista, nelle annate che ho consultato all\u2019Archivio Diocesano, interviene con decisione sul tema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il tono generale \u00e8 di cogliere ogni occasione per richiamare all\u2019attuazione del Concilio. Cos\u00ec, in occasione delle benedizioni pasquali nelle case, si richiama l\u2019attenzione su alcune forme devozionali contaminate da elementi magici e superstiziosi \u201cPadre un po\u2019 d\u2019acqua in pi\u00f9 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 la mala gente\u2026\u201d.\u00a0 Numerosi gli articoli sul culto della Madonna dell\u2019Arco e sulle Unioni Cattoliche Operaie per superare \u201canacronismi e sfasature\u201d, per evitare la questua nelle strade. Anche se sulla stessa rivista, a volte sullo stesso numero, si esprimono orientamenti contrapposti. Alcune posizioni appaiono oggi singolari: il velo che le donne devono portare \u00e8 simbolo di subordinazione gerarchica e non d\u2019inferiorit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Molto rappresentativa mi \u00e8 parsa questa risposta di Padre Gallo a una signora che lamentava la fine dei quindici sabati in onore della Madonna di Pompei.\u00a0 Il sacerdote, dopo averla invitata a proseguire nella sua devozione, aggiunge: \u201cPer\u00f2\u2026 via, non dimentichiamoci certe esagerazioni. La celebrazione della santa messa diventava una parentesi evanescente in certe chiese: il popolo e i fedeli presenti continuavano a recitare il rosario corale, facendo appena qualche minuto di silenzio all\u2019elevazione, e il celebrante del tutto isolato, quasi come se svolgesse lui un\u2019azione privata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Era quella una specie d\u2019invasione, una sovrastruttura sul Sacrificio Eucaristico ed era, oltretutto un abuso. Il Concilio, riportando al suo giusto posto la liturgia, non ha voluto distruggere le buone pratiche di piet\u00e0: ha voluto solo ridimensionarle, riportare cio\u00e8 anche quelle al loro giusto posto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026.Non \u00e8 senza importanza e significato il fatto che il Concilio Vaticano II abbia emanato come primo e fondamentale documento la costituzione Sacrosanctum Concilium\u201d<a title=\"\" href=\"#_ftn4\"><sup><sup>[4]<\/sup><\/sup><\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Cardinale Ursi,\u00a0 nella lettera pastorale del 5 marzo 1970, \u00e8 molto netto e fermo: \u201ci Pii esercizi che la Chiesa\u00a0 non solo non condanna, ma raccomanda vivamente, \u00a0purch\u00e9 siano conformi alle leggi e siano ordinati in modo da essere in armonia con la Sacra Liturgia (Sacrosanctum Concilium, n.13.)\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non meno interessante \u00e8 il richiamo del Cardinale\u00a0 \u201call\u2019autenticit\u00e0 della nostra missione pastorale eliminando il sospetto dello sfruttamento dei fedeli, mediante certe forme devozionali\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La revisione delle devozioni \u00e8, dunque, un frutto diretto del Concilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Sacrosanctum Concilium, infatti, insieme alla Lumen gentium e alla Dei Verbum, pu\u00f2 essere considerata il cuore del rinnovamento conciliare: la fede del popolo di Dio ha al centro Cristo e la parola di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Negli stessi anni, nel clima di rinnovamento conciliare, c&#8217;\u00e8 il riposizionamento di San Gennaro nel calendario liturgico. Il patrono di Napoli non \u00e8 pi\u00f9 un santo della Chiesa universale, ma un\u00a0 santo locale. Il tradizionalismo napoletano, spesso ironico e plebeo, non sa andare oltre il: \u201d San Genn\u00e0, futtatenne\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Conclusivo di questa rapida rassegna della rivista, dal punto di vista della storia del cimitero delle Fontanelle, pu\u00f2 essere considerato questo passaggio di una risposta ad un lettore del Direttore di \u201cNuova Stagione\u201d: \u201cAmmettiamolo pure che in passato (e anche recentemente) siano avvenuti abusi e non lievi in campo religioso, per esempio circa il culto delle reliquie\u2026\u201d<a title=\"\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stampa napoletana riporta la notizia del decreto del Cardinale Ursi sul culto superstizioso dei morti senza un vero commento, sostanzialmente viene pubblicata una nota di agenzia. \u00c8 il risultato dello scarto enorme tra le pagine nazionali dedicate all\u2019attuazione del Concilio e quelle locali. Le prime sono puntuali e approfondite, le seconde burocratiche, quasi inesistenti. Interessante \u00e8, comunque, come il \u201cIl Mattino\u201d riporta la notizia; parla di un culto ormai praticato solo da alcune vecchiette del rione Sanit\u00e0. Ma, soprattutto, fa un collegamento tra il culto delle reliquie anonime nelle chiese e quello verso \u201cMaria la sposa\u201d a Torre Annunziata, uno dei tanti episodi delle cosiddette pratiche religiose pubbliche non ufficiali, che sporadicamente attraversano l\u2019area metropolitana di Napoli. Emblematico \u00e8 che, sotto il mantello del fanatismo, vengono accomunate manifestazioni religiose diverse quali sono quelle che si svolgono nelle chiese, sotto la diretta responsabilit\u00e0 del clero, e quelle che si svolgono in luoghi pubblici come i cimiteri, che quasi sempre nell\u2019area napoletana sono acefale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si pu\u00f2 concludere queste breve rassegna riportando il giudizio di \u201cIl Tetto\u201d, che in quegli anni conduce una dura polemica sull\u2019attuazione del Concilio a Napoli. In un lungo articolo sulle pastorali del Cardinale Ursi scrive: \u201cLa religiosit\u00e0 popolare a Napoli si perpetua nello stesso modo di prima, con qualche piccolo ritocco ai santi venerabili, ma immutata nella sostanza e nelle pratiche che molta gente giudica sbrigativamente come pagane\u201d <a title=\"\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a>. \u00c8 un giudizio duro, ingiusto se riferito alla questione specifica del culto verso resti umani anonimi, ma vero per le correnti profonde del devozionismo napoletano, penetrante sul presunto paganesimo di alcune pratiche. A Napoli non ci sono state, come in altre realt\u00e0, contrapposizioni frontali all\u2019attuazione dei provvedimenti conciliari, secondo una tradizione conservatrice che tende ad evitare lo scontro frontale e a svuotare lentamente il rinnovamento. Il decreto sul culto dei morti suscita ancora oggi stupore perch\u00e9 esprime un metodo, prima ancora che un contenuto, che \u00e8 di rottura per la societ\u00e0 laica e religiosa napoletana dominata dal conservatorismo e orientata sempre verso il passato e mai verso il futuro, verso la nostalgia e non verso la speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Tetto pubblicher\u00e0 negli anni successivi diversi articoli sul tema, partecipando a quel dibattito degli anni 70\/80 che la stessa rivista definisce <em>l\u2019orgia del popolare<\/em>. In un articolo su San Gennaro sono poste due questioni che ritengo fondanti nello studio della religiosit\u00e0 napoletana. La prima \u00e8 \u201cuna distinzione tra forme di religiosit\u00e0 urbana e rurale\u201d e la seconda, posta per il culto di San Gennaro, ma che ritengo possa essere in gran parte generalizzata: \u201c\u00e8 indimostrato che il culto sia nato come espressione della religiosit\u00e0 delle classi subalterne \u201d<a title=\"\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal Concilio Vaticano II \u00e8 passato mezzo secolo. Nel dopo Concilio spesso le devozioni, il culto dei miracoli, la materializzazione della fede sono state viste come un sintomo di arretratezza per non dire di sottosviluppo<a title=\"\" href=\"#_ftn8\"><sup><sup>[8]<\/sup><\/sup><\/a>. Questa \u00e8 una visione molto parziale del problema, la grande scelta del Concilio e della riforma liturgica che ne \u00e8 seguita fu quella di rimettere al centro della fede Cristo. Tutto il resto andava ridimensionato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Con il Pontificato di Giovanni Paolo II, il clima verso le devozioni \u00e8 cambiato, c\u2019\u00e8 stata una valanga di beatificazioni e canonizzazioni, non si \u00e8 tornati indietro, ma si \u00e8 presa un\u2019altra direzione. Bisogner\u00e0 vedere i risultati sui tempi lunghi. La novit\u00e0 pi\u00f9 dirompente e con effetti immediati \u00e8 stata un\u2019altra. Parlando con il maestro Roberto De Simone del suo scritto sui riti al cimitero delle Fontanelle egli, a un certo punto, ha esclamato: \u201cabbiamo sostituito le anime del Purgatorio con padre Pio, un culto mediatico\u201d. La tenuta di vecchie devozioni e il rapporto tra devozioni e nuovi strumenti di comunicazione erano impensabili alcuni decenni fa.<a title=\"\" href=\"#_ftn9\"><sup><sup>[9]<\/sup><\/sup><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scomparsa del culto delle anime del Purgatorio e la sua sostituzione con devozioni pi\u00f9 recenti si pu\u00f2 cogliere passeggiando nelle strade del centro storico di Napoli e osservando le trasformazioni delle edicole votive che stanno vivendo da alcuni anni una nuova fioritura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Uno degli schemi dell\u2019edicola napoletana prevede al centro un\u2019immagine di Ges\u00f9, della Madonna, o di un santo e sotto una nicchia scavata nella pietra, dipinta di rosso, con dentro un crocefisso contorniato da statuette di corpi imploranti che fuoriescono dalle fiamme: le anime del Purgatorio. Queste statuette sono state negli ultimi tempi sostituite con immagini di padre Pio, della Madonna di Medjugorje, o con immagini di defunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per concludere, ritengo che la lettura degli articoli di quotidiani e riviste qui pubblicati possa essere un utile contributo al dibattito tra chi ancor oggi vede nel decreto del Cardinale un mero strumento repressivo di una manifestazione di religiosit\u00e0 popolare e chi, invece, lo vede espressione del rinnovamento avviato dal Concilio Vaticano II. Senza dimenticare che molto diffuse, tra il clero e il popolo, sono, ancora oggi, orientamenti che intrecciano le resistenze del tradizionalismo cattolico e le teorie del folclore progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stenta a diffondersi, nella nostra citt\u00e0, quel superamento critico della nozione di cultura popolare in corso da alcuni decenni negli studi di antropologia culturale.<a title=\"\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> \u00a0Quella nozione in cui il <em>popolare,<\/em> per il suo essere autonomo e contrapposto alla cultura dominante e istituzionale, poteva esprimere quella consapevolezza di classe che avrebbe portato le classi subalterne a \u201cirrompere nella storia\u201d \u00a0(Ernesto De Martino): il cosiddetto folclore progressivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su questi temi, inoltre, pesa molto l\u2019incapacit\u00e0 della cultura italiana e della chiesa di conservare in maniera adeguata le testimonianze di antiche devozioni oggi scomparse, o tenute in vita solo per fini turistici, o meramente associativi. \u00c8 stata solo un episodio isolato la decisione del Vaticano di consentire le celebrazioni latine in Inghilterra dopo l\u2019appello alla Santa Sede di un autorevole gruppo di intellettuali britannici non cattolici, affinch\u00e9&#8217;, dopo la riforma liturgica, il rito latino venisse considerato \u201cpatrimonio della cultura universale\u201d, indipendentemente da qualsiasi considerazione di tipo confessionale.\u00a0 Decisione che \u00e8 stata chiamata &#8221;indulto di Agatha Christie&#8221;, dal nome della scrittrice che \u00e8 stata una delle firmatarie dell\u2019appello.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 di avere a Napoli un moderno museo-archivio delle tradizioni \u00e8 remota. Lo stesso Museo Diocesano, dov\u2019\u00e8 evidente lo sforzo innovativo di storicizzare, appare una testimonianza della religiosit\u00e0 prevalentemente dal lato artistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 infine auspicabile che inizino le ricerche negli archivi civili e religiosi e diano adeguato supporto alla ricostruzione storica di un periodo cos\u00ec significativo per la religiosit\u00e0 napoletana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel vuoto fioriscono le ricostruzioni pi\u00f9 fantasiose, prevalentemente orientate, secondo la moda, in senso paganeggiante e magico. In alcuni casi, siamo ben oltre <em>l\u2019invenzione della tradizione<\/em> di cui parlano gli antropologi: siamo al falso. La collocazione e la disposizione delle bare di Filippo Carafa e Margherita Petrucci al cimitero delle Fontanelle ne sono una plateale dimostrazione<a title=\"\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A conclusione di questa nota, mi sembra opportuno porre la lettera consegnata all\u2019Arcivescovo di Napoli, Cardinale Sepe, dal Parroco delle Fontanelle nell\u2019autunno del 2012 e il documento delle rete della Sanit\u00e0, animata da padre Alex Zanotelli, consegnata al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris. \u00a0Sono la testimonianza di come, a sessant\u2019anni dagli articoli del \u201cGiornale d\u2019Italia\u201d, il governo del cimitero dal punto di vista culturale, civile e religioso \u00e8 ancora in alto mare. A dimostrazione che a Napoli alcuni temi sono decisamente ingovernabili, almeno fino ad oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante tutto questo, il cimitero delle Fontanelle \u00e8 ancora oggi un luogo che ci offre una moderna e spettacolare rappresentazione della morte, lontana dal macabro, che, nel silenzio profondo e negli spazi solenni, sembra suggerire un\u2019antica spiritualit\u00e0. Credo che sia quello che poi colpisce gli artisti che visitano le Fontanelle e la rappresentazione che ne danno. Un<em> unicum <\/em>della complessa e tormentata storia della religiosit\u00e0 napoletana, che vale la pena di visitare e di conoscere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Post Scriptum<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo lavoro \u00e8 stato portato a termine alcuni mesi fa. Il finale dello scritto dovrebbe essere cambiato perch\u00e9 il 9 aprile del 2014, Padre Evaristo Gervasoni, Parroco delle Fontanelle, \u00e8 stato nominato cappellano del cimitero delle Fontanelle. \u00c8 un importante passo in avanti, ma ho preferito non cambiare le conclusioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Curia contro il culto superstizioso dei morti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuova Stagione \u00a09 \/10\/ 1969 n.38<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Rivista Diocesana di Napoli \u201cIanuarius\u201d ha pubblicato un Decreto del Cardinale Corrado Ursi che disciplina la piet\u00e0 verso i defunti ed i loro resti mortali. Il decreto viene preceduto da una dichiarazione del Tribunale Diocesano per la Causa dei Santi che denuncia \u201cmanifestazioni di culto aberranti\u201d in alcune Chiese dell\u2019 Arcidiocesi, verso resti mortali di persone, a volte sconosciute.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Dichiarazione non vuole offendere la venerazione verso i morti, tanto meno vuole distruggere la piet\u00e0 verso le anime dei penanti, ma vuole stigmatizzare gli abusi, che offendono la fede e lo stesso popolo di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Difatti la Dichiarazione dice testualmente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPremesso che la Santa chiesa ha sempre inculcato nei fedeli il dovere di innalzare a Dio preghiere e di offrire suffragi per i defunti \u201caffinch\u00e9 vengano assolti dalle loro colpe\u201d (2 Macc. 12, 46); venera i loro resti mortali con candele, incenso, fiori, in occasione della sepoltura, perch\u00e9 il corpo, oltre che l\u2019anima del cristiano, fu rigenerato alla vita Divina nel Santo Battesimo e divenne membro del Corpo di Cristo e fu continuamente santificato dai Sacramenti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E dopo aver accennato alla premura che ha la chiesa per la venerazione delle Reliquie mortali dei fedeli elevati agli onori degli altari, continua dicendo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEssa con la stessa sollecitudine proibisce di prestare il culto a resti mortali di persone ignote e combatte le manifestazioni aberranti che urtano contro la purezza della fede e producono discredito nei riguardi della loro piet\u00e0 cattolica\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Premessa la parte dottrinale, tanto chiara e precisa, la \u201cDichiarazione\u201d passa all\u2019investigazione su fatti, avvenuti nella nostra Archidiocesi, per poi venire ad una conclusione logica, tanto limpida, su cui tutti dobbiamo convenire:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPrese in attento esame \u2013 cos\u00ec dice il testo \u2013 le manifestazioni di culto che in alcune chiese della nostra Archidiocesi si rivolgono dai Fedeli a resti di ossa umane variamente sistemate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerato che quei resti mortali non sono identificabili a persone storicamente conosciute di cui si possa provare la santit\u00e0 di vita nell\u2019esercizio in grado eroico delle virt\u00f9 soprannaturali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dichiara che le manifestazioni di culto rivolte ai resti umani, variamente inumati, in alcune Chiese della nostra Archidiocesi, sono arbitrarie e superstiziose\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento sia pur firmato dai Monsignori Cinque e De Angelis aveva bisogno del sugello del Vescovo ed il nostro Cardinale ha fatto seguire un suo Decreto, che riportiamo integralmente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI resti umani che fossero visibili, sia pure dietro vetro, siano rimossi e debitamente inumati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Sacerdoti e tutte le persone responsabili si astengano da ogni atto che possa favorire manifestazioni indebite di culto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I fedeli si astengano da atti contrastanti la vera devozione e, pertanto, sgraditi a Dio ed apportatori di discredito alla Religione e alle tradizioni culturali e civili del nostro popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Parroci, i Rettori, i Superiori Religiosi sono responsabili dell\u2019esecuzione del presente decreto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non vi poteva essere conclusione pi\u00f9 bella : \u201di fedeli si astengano da atti contrastanti la vera devozione\u201d. I Parroci, i Rettori sono responsabili, questo \u00e8 giusto, ma che il popolo di Dio prenda coscienza della sua corresponsabilit\u00e0 appare chiaro dalle parole del nostro Cardinale, che non possono non trovare eco nella coscienza di ogni vero cattolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">MJE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Dalla Lettera Pastorale del Cardinale Corrado Ursi<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Per una chiesa viva comunit\u00e0 di salvezza. <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuova Stagione 5\/3\/1970 n.10 e 11<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Pii esercizi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I giorni feriali si prestano egregiamente a rispondere anche ad un\u2019altra esigenza dello spirito, quella rappresentata dai Pii esercizi che la Chiesa\u00a0 non solo non condanna, ma raccomanda vivamente, purch\u00e8 siano conformi alle leggi e siano ordinati in modo da essere in armonia con la Sacra Liturgia (Sacrosanctum Concilium, n.13.)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026\u2026.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Pii Esercizi, tuttavia, risponderanno a questa loro funzione nella misura nella quale i fedeli saranno stati opportunamente formati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La degenerazione dei Pii Esercizi in forme devozionali contaminate da elementi magici e superstiziosi, infatti, nasce non soltanto da ancestrali tendenze mitiche, ma anche e soprattutto dalla diseducazione derivante da insufficiente catechesi e dalla strumentalizzazione, anche a fini economici o proselitistici delle devozioni popolari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Senza ripetere cose gi\u00e0 dette in altre circostanze invitiamo con fermezza i Parroci e i Rettori di Chiese all\u2019osservanza integrale del <em>Direttorio Liturgico Diocesano<\/em>, che mentre salvaguardia la fede e la devozione dalle contaminazioni, offre al popolo cristiano alimento per la sua maturazione e presenta ai Fratelli di altre confessioni la testimonianza dell\u2019autenticit\u00e0 della nostra missione pastorale eliminando il sospetto dello sfruttamento dei fedeli, mediante certe forme devozionali.<strong> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><br clear=\"all\" \/> <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong><em>Parrocchia Maria SS. del Carmine alle Fontanelle<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\"><strong><em>Diocesi di Napoli<\/em><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">Eminenza,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ogni anno migliaia e migliaia di persone vengono alle Fontanelle per visitare il cimitero, lo storico ossario della citt\u00e0 di Napoli, testimonianza tra le pi\u00f9 incisive dei drammi del popolo napoletano e della sua devozione verso le anime del Purgatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Parrocchia di Santa Maria del Carmine, edificata come chiesa del cimitero, e prima ancora la Parrocchia di Materdei, hanno cercato di assicurare, in stretto rapporto con la Curia Arcivescovile, che la frequentazione dell\u2019ossario avvenisse rispettando la sua identit\u00e0 di memoriale della morte e di luogo di sepoltura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Parrocchia \u00e8 stata inoltre sempre attenta a cogliere i cambiamenti che nell\u2019ultimo cinquantennio hanno trasformato l\u2019ossario da luogo di culto a bene culturale ed ha sollecitato e affiancato iniziative che tendessero a valorizzare il luogo, farne una risorsa per il quartiere e la citt\u00e0. L\u2019associazione \u201cI care\u201d costituita nel 1986 \u00e8 stato lo strumento con il quale la parrocchia \u00e8 stata ed \u00e8 presente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la straordinariet\u00e0 del luogo, cos\u00ec come l\u2019affermarsi di una dimensione culturale magica e misterica in larghi settori dell\u2019opinione pubblica, richiedono oggi, come in alcuni momenti del passato, attenzione affinch\u00e9 non si ripropongano episodi di superstizione, o di interpretazioni folcloristiche e mercantili della storia del cimitero e della devozione verso le anime del Purgatorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa direzione la Parrocchia il 2 novembre scorso ha commemorato i defunti con una messa in chiesa e una processione nell\u2019ossario, che ha visto un\u2019ampia partecipazione dei fedeli delle Fontanelle ed ha avuto un carattere esclusivamente religioso. Inoltre \u201cIcare\u201d sta realizzando un programma che prevede visite guidate gratuite precedute da una specifica introduzione, l\u2019apertura di un blog e la costituzione di un archivio storico dell\u2019ossario. Si intende cos\u00ec essere presenti nella battaglia culturale che \u00e8 in corso sulla ricostruzione della storia dell\u2019ossario e del suo rapporto con la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019associazione ha inoltre contribuito alla pubblicazione di un libro che ci \u00e8 gradito regalarLe in occasione di questa sua visita alla nostra Parrocchia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 anche la consapevolezza che ci\u00f2 non basta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Riteniamo necessario che venga ripristinato formalmente il rapporto tra la direzione comunale del cimitero, la societ\u00e0 Napoli Servizi che ne ha la gestione, e la Parrocchia attraverso l\u2019istituzione di una Rettoria che curi lo svolgimento delle cerimonie religiose ed eviti degenerazioni sia nel culto, che nell\u2019utilizzazione del bene culturale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per raggiungere questo risultato chiediamo, Eminenza, il Suo sostegno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Napoli Fontanelle, 18.11.2012<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Il parroco<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Evaristo Gervasoni<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Documento della Rete Sanit\u00e0 sul cimitero delle Fontanelle<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0A tre anni dall\u2019iniziativa della Rete della Sanit\u00e0, che port\u00f2 alla riapertura del cimitero delle Fontanelle, bisogna dire che i promotori di quell\u2019iniziativa hanno avuto ragione. Il cimitero \u00e8 entrato tra i beni culturali di maggior successo della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Naturalmente i problemi aperti sono tanti e vogliamo elencare quelli che riteniamo pi\u00f9 urgenti al fine consolidare la sua apertura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><em>L\u2019identit\u00e0 del bene culturale oggi .<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il cimitero delle Fontanelle \u00e8 un <strong>cimitero storico<\/strong>.\u00a0 \u00c8 dunque un bene culturale che deve essere sottoposto alle regole che vigono per i beni culturali e per i\u00a0 cimiteri in cui non avvengono pi\u00f9 sepolture, ma sono aperti al pubblico, come ad esempio i cimiteri militari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Manifestazioni culturali al suo interno sono possibili, non davanti ai resti umani, ma in\u00a0 un\u2019area che deve essere attrezzata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli atti di culto devono essere demandati ad una <strong>Rettoria <\/strong>che va ripristinata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c9\u00a0 necessario che il cimitero abbia una sua <strong>Direzione Culturale,<\/strong> che gestisca il bene culturale in linea con quello che avviene in realt\u00e0 simili. Tre esempi, tra i tanti possibili, chiariranno i problemi culturali che una direzione deve\u00a0 affrontare e risolvere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Le bare di Filippo Carafa e di Margherita Petrucci hanno avuto nel tempo sistemazioni diverse: chi le ha decise e, soprattutto, in base a quali criteri ?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">-\u00c8 stata posta una piccola targa davanti al teschio del Capitano a ricordo della presentazione di un libro fatta dentro il cimitero: chi l\u2019ha consentito e perch\u00e9 ? Alla prossima presentazione metteremo una nuova targa?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La lapide dell\u2019Arciconfraternita di San Giuseppe Maggiore sta andando in rovina. La sua perdita sarebbe un danno grave alla documentazione sulla storia del cimitero. Chi deve intervenire?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Direzione culturale del Cimitero dovrebbe essere affiancata da una <strong>Consulta delle Associazioni<\/strong> del quartiere e di quelle che organizzano le visite guidate, con poteri di proposta e di controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La <em>querelle <\/em>che da decenni va avanti sulle competenze amministrative tra i diversi assessorati \u00e8 penosa e non pu\u00f2 essere lasciata, come in passato, ai rapporti di forza tra i diversi assessori: \u00e8 di tutta evidenza che sono interessati sia l\u2019 assessorato ai cimiteri (che gestisce gli altri cimiteri storici napoletani), che l\u2019assessorato al sottosuolo, ma la direzione effettiva non pu\u00f2 che essere dell\u2019assessorato alla cultura per la peculiarit\u00e0 storica, religiosa e antropologica che \u00e8 prevalente sulle altre caratteristiche del luogo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><em>La storia del bene culturale.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong>\u00a0Il modo come viene presentato il cimitero ai visitatori \u00e8 un problema. I molti scritti che si sono succeduti negli ultimi tempi sono espressione di quel postmoderno alle vongole che ha abbandonato i filoni gloriosi della cultura napoletana per rinchiudersi in visioni misteriche e devozionistiche della storia della citt\u00e0. In questo, come in altri luoghi della citt\u00e0, si tende a forzare i dati storici e antropologici per presentare una realt\u00e0 intessuta di magia e superstizione. La recente polemica sul cosiddetto \u201cCavaliere di Toledo\u201d \u00e8 emblematica della deriva culturale che da tempo ha investito la citt\u00e0. Bisogna riportare la storia del cimitero ai suoi tre aspetti principali: la storia delle sepolture a Napoli; la storia delle devozioni e della religiosit\u00e0 \u2013 cio\u00e8 del rapporto tra fede e societ\u00e0; la storia delle grandi calamit\u00e0 che hanno periodicamente colpito la citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ferma\u00a0 restando la libert\u00e0 delle opinioni, c\u2019\u00e8 il problema delle visite guidate che, soprattutto se fatte da guide autorizzate dalla Regione Campania, non possono non attenersi a degli standard culturali minimi. Non si tratta di mettere in moto meccanismi di dirigismo culturale, ma di invitare coloro che fanno le guide a seguire dei brevi incontri in cui vengono presentati documenti, dati storici del cimitero e bibliografie che poi saranno liberamente e individualmente elaborati.\u00a0 Il Comune di Napoli deve fare una brochure breve e semplice da dare gratis a ogni visitatore. Se ci sono difficolt\u00e0 economiche si pu\u00f2 dare anche una fotocopia! La ricerca storica e antropologica sui temi sopra indicati deve continuare\u00a0 e investire innanzitutto le istituzioni a ci\u00f2 demandate:\u00a0 Universit\u00e0 e Istituti di Ricerca. <strong><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Utilizzazione del bene culturale<\/strong>.La gestione attraverso Napoli Servizi ha consentito una continuit\u00e0 nell\u2019apertura; la gratuit\u00e0 delle visite \u00e8 stata ed \u00e8 positiva, perch\u00e9 incentiva la conoscenza del cimitero. Ma in tempi certi bisogna arrivare ad una gestione economica del bene culturale, altrimenti la prospettiva sar\u00e0 incerta. D\u2019altra parte, oggi la maggioranza delle visite \u00e8 fatta da Associazioni che fanno pagare un contributo che va dai cinque ai dieci euri. Che una parte di questi introiti, anche piccola, vada alle casse comunali, \u00e8\u00a0 giusto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Napoli Sanit\u00e0, maggio 2013<\/p>\n<div><\/div>\n<hr align=\"left\" size=\"1\" width=\"33%\" \/>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> R. Civitelli, <em>Filippo Carafa di Cerreto e l\u2019Arciconfraternita di San Giuseppe Maggiore al cimitero delle Fontanelle<\/em>, Napoli 2013, p. 15.<\/p>\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> R. Civitelli, Il cimitero op cit., p.56.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> \u201cNuova Stagione\u201d<em>,<\/em> n. 5, 1971.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref5\"><em><strong>[5]<\/strong><\/em><\/a><em> <\/em>\u201cNuova Stagione\u201d, n. 8 luglio 1971 n. 28 p.4.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a>\u00a0 \u201cIl Tetto\u201d n.\u00a0 43\/441971, p.56.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a>\u00a0 \u201cIl Tetto\u201d n.76\u00a0 1976 p.377. R. Civitelli, cit. p.69<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> S. Luzzatto, <em>Quei miracoli fatti in casa, <\/em>\u201cIl Sole 24 Ore\u201d, 10 giugno 2012.<\/p>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p><a title=\"\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> E. Fattorini, <em>Italia devota, Religiosit\u00e0 e culti tra Otto e Novecento<\/em>, Carrocci editore, 2012<\/p>\n<\/div>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a title=\"\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> F. Dei, Universit\u00e0 di Pisa<em>, Dove si nasconde la cultura subalterna? Folk e popular nel dibattito antropologico italiano<\/em><em>. <\/em>www.fareantropologia.it, 21 febbraio 2010.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<a title=\"\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> R. Civitelli, <em>Filippo Carafa di Cerreto e l\u2019Arciconfraternita di San Giuseppe Maggiore al cimitero delle Fontanelle<\/em>, Napoli 2013<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scontro giornalistico non produsse alcun risultato e la questione [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/782"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=782"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/782\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":817,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/782\/revisions\/817"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=782"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=782"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=782"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}