{"id":734,"date":"2014-04-07T01:10:56","date_gmt":"2014-04-06T23:10:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.icare-fontanelle.it\/?p=734"},"modified":"2014-04-07T01:24:20","modified_gmt":"2014-04-06T23:24:20","slug":"1950-1970-il-culto-delle-anime-del-purgatorio-al-cimitero-delle-fontanelle-in-alcuni-articoli-della-stampa-napoletana-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/?p=734","title":{"rendered":"1950 \u2013 1970. Il culto delle Anime del Purgatorio al cimitero delle Fontanelle in alcuni articoli della stampa napoletana &#8211; Prima Parte"},"content":{"rendered":"<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}\">\n<p>La cronaca di questi giorni ha portato nuovamente alla ribalta il cimitero delle Fontanelle.<br \/>\nRiteniamo un utile contributo al dibattito attuale portare sul web una ricerca fatta sulla stampa napoletana tra il 1950 e il 1970. Si tratta di articoli rappresentativi di orientamenti che per Napoli possono dirsi epocali.<br \/>\nPoich\u00e9 si tratta di molte pagine, le pubblichiamo in diverse puntate settimanali, ovviamente di luned\u00ec.<\/p>\n<p>Prima parte<br \/>\nIl 21 e il 22 ottobre del 1950, alla vigilia della commemorazione dei defunti, sul quotidiano \u201cIl Giornale d\u2019Italia\u201d sono pubblicati due articoli che denunciano i fenomeni d\u2019idolatria, di feticismo e il commercio di resti umani che avvengono nel cimitero delle Fontanelle.<br \/>\nIl 29 ottobre, la Curia arcivescovile, chiamata in causa, risponde con un articolo su \u201cLa Croce\u201d, firmato dalla Direzione.<br \/>\nIl 13 novembre, Domenico Rea pubblica sul quotidiano \u201cIl Tempo\u201d un racconto: \u201cIl Purgatorio\u201d, che ripubblicher\u00e0, sostanzialmente identico, sul \u201cRoma \u201c del 5 aprile 1951.<br \/>\nIl 9 ottobre 1969, \u201cNuova Stagione\u201d pubblica \u201cLa Curia contro il culto superstizioso dei morti\u201d.<br \/>\nQuelli del \u201cGiornale d\u2019Italia\u201d sono gli unici articoli che ho trovato in cui ci\u00f2 che accade nel cimitero delle Fontanelle non \u00e8 visto dal versante folcloristico o antropologico, ma dal versante delle responsabilit\u00e0 religiose e civili nella gestione del cimitero. Anche gli articoli della \u201cCroce\u201d e di \u201cNuova Stagione\u201d sono gli unici che ho trovato in cui la Curia Arcivescovile interviene direttamente .<br \/>\n\u201cIl Giornale d\u2019Italia\u201d e \u201cIl Tempo\u201c, sono stati storici giornali conservatori romani con pagine napoletane. \u201cLa Croce\u201d \u00e8 stato il giornale ufficioso della Curia napoletana sostituito nel 1968 da \u201cNuova stagione\u201d.<\/p>\n<p>Il Giornale d\u2019Italia parla con durezza di ci\u00f2 che avviene alle Fontanelle con il consenso del parroco e del guardiano. Sono descritte scene di fanatismo e indicati i prezzi per l\u2019acquisizione delle ossa a scopo di culto o di studio. Cose non nuove, ampiamente riportate nei tanti scritti che gi\u00e0 all\u2019epoca c\u2019erano sulle Fontanelle, la novit\u00e0 \u00e8 che il taglio dello scritto non \u00e8 folcloristico, ma d\u2019indignazione civile. Interessante \u00e8 la mini inchiesta che il giornalista cerca di realizzare al Comune di Napoli e in Curia, per cercare un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 su ci\u00f2 che accade nel cimitero. Le risposte che ottiene sono sempre vaghe o generiche e la conclusione a cui il giornalista arriva \u00e8: tutto \u00e8 abusivo.<br \/>\nComunque, le domande fatte ai Monsignori sono riportate negli articoli. Esse sono incalzanti, l\u2019attacco alla Curia \u00e8 frontale: \u201cPerch\u00e9 le autorit\u00e0 ecclesiastiche non hanno mai fatto nulla per chiudere questo luogo, ove si offendono i principi morali e religiosi della Chiesa?\u201d Anche le responsabilit\u00e0 del Comune, che \u00e8 proprietario e gestore del cimitero, sono individuate con precisione. Alcuni particolari storici, come la sequenza dei parroci, sono sbagliati, ma alcuni interrogativi sono veri: l\u2019ingresso al cimitero dalla sagrestia \u00e8 abusivo? Se si, perch\u00e9 \u00e8 stato fatto? Perch\u00e9 \u00e8 tollerato dalle autorit\u00e0 civili?<br \/>\nIl giornale della Curia risponde con impaccio. Ribadisce che c\u2019\u00e8 un conflitto con il Comune, che non riconosce il ruolo del Parroco o di un Cappellano gli unici che potrebbero intervenire di fronte a \u201cpratiche religiose pubbliche anche se non ufficiali\u201d. Ma poi, nel merito, invoca problemi di giurisdizione o rinvia alle responsabilit\u00e0 dell\u2019Amministrazione Comunale cui compete la gestione del cimitero. Nello stesso tempo evidenzia la consapevolezza della difficolt\u00e0 del tema e la problematicit\u00e0 con cui esso \u00e8 vissuto dalla Chiesa napoletana. Conclude, infatti, l\u2019editoriale firmato dalla Direzione: \u201cCi risulta che la cosa \u00e8 da tre mesi allo studio dell\u2019Autorit\u00e0 Ecclesiastica. Non \u00e8 stato possibile giungere alla soluzione finora per varie ragioni anche perch\u00e9 si tratta di enti non soggetti completamente alla giurisdizione dell\u2019Ordinario del luogo. Comunque possiamo assicurare i lettori che disposizioni tassative saranno emanate tra breve\u201d.<br \/>\nPer cogliere fino in fondo il significato dello scontro giornalistico sopra riportato, bisogna ritornare a quel 1950 in cui tutta la societ\u00e0 napoletana \u00e8 ancora impegnata a superare la guerra e il dopoguerra. Non bisogna mai dimenticare che Napoli \u00e8 stata una citt\u00e0 occupata dalle truppe alleate ben oltre la fine della guerra con danni indimenticabili. Nel secondo articolo del \u201cGiornale d\u2019Italia\u201d, c\u2019\u00e8 una breve intervista al prof Carlo Ronga che, riferendosi a quanto avveniva nel cimitero, parla di \u201cdimenticare la follia collettiva e turbinosa che ha sconvolto la coscienza di molti nell\u2019immediato dopoguerra\u201d.<br \/>\nL\u2019anno prima era stato pubblicato \u201cLa pelle\u201d, il libro in cui Curzio Malaparte aveva narrato della disperazione e della corruzione dei napoletani durante l\u2019occupazione militare degli alleati. Il libro aveva scatenato un appassionato dibattito con una dura condanna del Consiglio Comunale, della Curia e del Vaticano. Altre opere di quegli anni alimentano la discussione: baster\u00e0 qui citare su versanti opposti, \u201cNapoli Milionaria\u201d di Eduardo De Filippo rappresentata al San Carlo nel 1945, mentre gli avvenimenti di cui parla il testo teatrale erano in corso, che esce nella versione cinematografica e suscita polemiche, proprio nel 1950, e il saggio \u201dLe due Napoli\u201d di Domenico Rea sempre, del 1950.<br \/>\nLa citt\u00e0 era divisa. Da una parte la consapevolezza che il superamento del dopoguerra passava attraverso una presa di coscienza esplicita e dura di quello che era accaduto, dall\u2019altro uno sforzo teso a minimizzare e giustificare il tutto e, a tratti, perfino assumerlo come un momento di crescita civile. Come spesso accade nella realt\u00e0 napoletana, si fronteggiarono (e si fronteggiano) posizioni non solo diverse, ma radicalmente contrapposte e la comprensione di un\u2019epoca, che vede la citt\u00e0 passare dall\u2019insurrezione contro i tedeschi delle quattro giornate, all\u2019amministrazione della Giunta Comunale populista di Achille Lauro, resta uno dei tanti nodi irrisolti della storia napoletana.<br \/>\nLontano da Napoli e a livello nazionale il giudizio \u00e8 salomonico: quel che accadde nel lungo dopoguerra napoletano fu la rivelazione di piaghe antiche e perenni che la guerra aveva incancrenito ed esasperato ma non creato in una societ\u00e0 segnata da scompensi secolari.<\/p>\n<\/div>\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\"><strong>Giornale D\u2019Italia\u00a0 sabato 21 ottobre 1950<\/strong><\/div>\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\"><\/div>\n<div data-ft=\"{&quot;tn&quot;:&quot;H&quot;}\"><em>\u00a0Uno sconcio Inqualificabile\/<\/em><strong>Commercio di resti umani<\/strong><\/div>\n<p>Nell\u2019Ossario delle Fontanelle\/<em>Il popolino, abusivamente appoggiato dal parroco e dal<\/em><em>\u00a0guardiano, si abbandona a scene di idolatria e feticismo<\/em><\/p>\n<p>(A.R.) \u201dRequiescant in pace\u201d \u00e8 la cristiana frase di chiusura di ogni vita terrena; ma una considerevole parte del popolino napoletano non \u00e8 di questo avviso se ha creato intorno ad un luogo che dovrebbe essere considerato sacro un fitto velo di assurdo feticismo e di inconcepibile idolatria.<\/p>\n<p>Intendiamo parlare del \u201cCimitero delle Fontanelle\u201d situato al limite estremo dell\u2019omonima via, proprio sotto il costruendo rione di Mater Dei.<\/p>\n<p>In fondo a questa via, l\u2019ingresso ai cunicoli sotterranei \u00e8 praticato arbitrariamente nella sacrestia della parrocchia. Una volta entrati, allo sguardo allibito\u00a0 del visitatore compaiono centinaia di migliaia di teschi e ossa umane accatastati in una disumana confusione, cui hanno contribuito e contribuiscono il popolino, i guardiani del comune e gli stessi sacerdoti della parrocchia.<\/p>\n<p>Fra i teschi e le ossa, di tanto in tanto, l\u2019occhio scopre con raccapriccio i resti semifossilizzati di corpi incompleti di adulti e di bambini, ai quali migliaia di lumini, danno , con le loro fiammelle, un chiarore sinistro.<\/p>\n<p>Migliaia di questi teschi hanno particolari segni di riconoscimento fatti a matita, a penna, col gesso. Centinaia e centinaia sono collocati in minuscoli loculi di marmo recanti scritte ampollose ed assurde; a centinaia si contano i teschi separati dagli altri da un foglio di carta o da un fazzoletto per indicarne la propriet\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Scene di Fanatismo<\/strong><\/p>\n<p>Una parte del popolino attribuisce a queste ossa miracolose virt\u00f9 taumaturgiche. Di conseguenza si assiste a continue scene di isterismo e di fanatismo. Donne e uomini prostrati invocano a gran voce l\u2019intervento di spiriti purificatori; altri recitano concitatamente preghiere scritte in proposito, altri ancora, in tutta fretta, depongono ceri: quattro, cinque, dieci alla volta, e dopo aver baciato il teschio, si allontanano soddisfatti.<\/p>\n<p>Bambini ti tutte le et\u00e0 assistono col terrore negli occhi a questi episodi che non dimenticheranno pi\u00f9.<\/p>\n<p>In seguito a questo inqualificabile stato di cose abbiamo sentito il dovere di interessarci fino in fondo della faccenda, ed abbiamo accertato, con prove inconfutabili, che nell\u2019interno di questa bolgia dantesca, si pratica un vero e proprio commercio di ossa umane.<\/p>\n<p><strong>Prezzi per ogni borsa<\/strong><\/p>\n<p>Il prezzo varia dalle 500 alle 5000 lire, in dipendenza delle virt\u00f9 miracolose ad esse attribuite, in prevalenza al popolino per le pratiche di culto, a studenti universitari per studi scientifici, e a collezionisti per raccolte d\u2019arte. Servono perfino a sedute spiritiche.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 inoltre una fitta schiera di persone, le quali, dietro compenso, indovinano, posando una mano su un teschio, il futuro; altre che dopo strambe operazioni, danno numeri (noi ad esempio abbiamo avuto per sole 100 lire 47-48-30 su Napoli); altre ancora che rivelano la pseudo generalit\u00e0 del teschio in parola; e , infine, v\u2019\u00e8 pure gente disposta a confezionare cuscini, fazzoletti ricamati, nicchie in legno ed in marmo su cui disporre teschi miracolosi, o a recitare per poche lire preci e rosari.<\/p>\n<p>Ci siamo recati al Comune\u00a0 ed il risultato della nostra indagine \u00e8 stato il seguente. Il Comune di Napoli \u00e8 in parte a conoscenza di quanto avviene, diciamo in parte, perch\u00e9 sembra che il guardiano non sia mai stato troppo preciso nei suoi rapporti al Comune.<\/p>\n<p>All\u2019ufficio competente sono state respinte numerose domande di introduzione di urne ed altro.<\/p>\n<p><strong>Tutto \u00e8 abusivo<\/strong><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che in questo ossario esiste ed accade \u00e8 abusivo: dall\u2019entrata praticata nella sacrestia della parrocchia, alle nicchie contenenti i teschi; dalle funzioni religiose che il parroco padre Gelanz\u00e8 celebra, ai permessi che concede il guardiano signor Guidone.<\/p>\n<p>Ci risulta che da circa quattro anni, il parroco tenta di ottenere con ogni mezzo, ma inutilmente, grazie al buon senso del Sindaco, la direzione dell\u2019ossario, senza alcuna ingerenza laica, e quel che \u00e8 pi\u00f9 grave sembra che, ad appoggiarlo, malgrado il parere sfavorevole di molti autorevoli prelati, sia la stessa Curia Arcivescovile, della quale siamo certi, \u00e8 stata carpita la buona fede.<\/p>\n<p>Molto tempo fa, quando la chiesa non era stata ancora costruita, il canonico Mariano Colella, colpito da quanto avveniva nell\u2019ossario e visto che le cerimonie religiose venivano celebrate nell\u2019interno di esso, inizi\u00f2 una raccolta di fondi fra gli stessi fedeli, per la edificazione di una chiesa, la cui presenza avrebbe dovuto ovviare ai gravi inconvenienti che noi oggi abbiamo denunciato.<\/p>\n<p><strong>L\u2019opposizione del Parroco<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019opera di questo nobile canonico si \u00e8 opposto il Parroco, il quale per fini che preferiamo tacere, ma che sono a conoscenza di tutte quelle persone autorevoli con le quali abbiamo avuto modo di parlare, vorrebbe avere l\u2019assoluta priorit\u00e0 \u201csenza ingerenza di laici\u201d su questo luogo.<\/p>\n<p>Proseguendo nelle nostre indagini ci \u00e8 stato detto dalle autorit\u00e0 competenti che il Comune non ammette n\u00e9 riconosce culto nell\u2019ossario delle Fontanelle.<\/p>\n<p>Il compito specifico del guardiano dovrebbe essere quello di aprire solo il luned\u00ec, di non fare entrare niente (vi sono nicchie del 1950) e naturalmente di non far trafugare nulla.<\/p>\n<p>Dal punto di vista giuridico, al fine di stabilire le responsabilit\u00e0 circa gli sconci e i reati che vi si commettono, abbiamo accertato che l\u2019esistenza dell\u2019ossario \u00e8 legale.<\/p>\n<p>Essendo dunque legale, la responsabilit\u00e0 di quanto in esso avviene ricade sulla Direzione dalla quale dipende anche il guardiano, sul Rettore del Cimitero e sul Comune che dovrebbe curarne la sorveglianza fino a quando le autorit\u00e0 non interverranno per sopprimerlo, chiuderlo o adibirlo ad altro uso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Giornale D\u2019Italia\u00a0 Domenica 22 \/10\/1950<\/strong><\/p>\n<div>\u00a0<em>La nostra inchiesta sull\u2019ossario\/<\/em><strong>La Curia ha svolto indagini\/<\/strong><em>Ma non ha ritenuto opportuno intervenire\/<\/em><em>\u201c\u00c8 una cosa di eccezionale gravit\u00e0\u201d dice il professor\u00a0<\/em><em>Ronga \u2013 Anche in un\u2019altra Chiesa si verifica lo stesso sconcio<\/em><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(A.R.) Ci siamo recati nella Curia Arcivescovile per poter conoscere da mons Rinaldi o mons Castaldi il parere circa quanto avviene nell\u2019ossario delle Fontanelle, cio\u00e8 il trafugamento di resti umani, l\u2019illecito commercio di teschi, le sedute spiritiche, le cerimonie religiose. Tuttavia malgrado la nostra buona volont\u00e0, non siamo riusciti nell\u2019intento.<\/p>\n<p>Infatti i Monsignori erano occupati in una riunione di parroci. Abbiamo parlato con altri Monsignori i quali per\u00f2 non hanno voluto assumersi la responsabilit\u00e0 di un parere sull\u2019argomento.<\/p>\n<p>Ad ogni modo abbiamo appreso che la Curia ha svolto numerose indagini nei confronti dell\u2019ossario, senza tuttavia ritenere opportuno un intervento sulla faccenda.<\/p>\n<p>Le nostre domande sono qui e le pubblichiamo, fiduciosi che i Monsignori interessati trovino il tempo per una risposta esauriente.<\/p>\n<p>\u201cLa Curia era a conoscenza che nella sacrestia della parrocchia era stato praticato abusivamente un accesso nell\u2019ossario?<\/p>\n<p><strong>Richieste respinte dal Comune<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 mai sapendo che questo luogo era oggetto di tale e tanta speculazione, la Curia ha appoggiato presso il Comune, che le ha sempre respinte,le richieste del parroco, tendenti ad ottenere la giurisdizione del luogo \u201c senza interferenze dei laici\u201d?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le autorit\u00e0 ecclesiastiche no hanno mai fatto nulla per chiudere questo luogo, ove si offendono i principi morali e religiosi della Chiesa?\u201d<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il compito del Rettore dei Cimiteri, e perch\u00e9 non \u00e8 mai intervenuto per porre fine al mercimonio?\u201d<\/p>\n<p>Per quanto riguarda pi\u00f9 precisamente le responsabilit\u00e0 del parroco le ipotesi sono due: se egli \u00e8 a conoscenza di quanto accade nell\u2019ossario vuol dire che si presta al mercimonio e quindi \u00e8 pi\u00f9 colpevole degli altri; se lo ignora e agisce in buona fede vuol dire che non \u00e8 all\u2019altezza della situazione e che ha delle cognizioni di teologia limitate.<\/p>\n<p>Sappiamo, d\u2019altra parte, che a Napoli non in questo solo luogo accadono cose irriverenti nei confronti dei defunti.<\/p>\n<p><strong>Nella Chiesa dei Cappuccini<\/strong><\/p>\n<p>Infatti a San Pietro ad Aram, al Rettifilo, una delle pi\u00f9 importati strade cittadine, nella chiesa dei monaci cappuccini, esiste un altro ossario, ove, escluso forse il trafugamento di teschi e di altri sconci speculativi, avviene quanto noi abbiamo detto per le Fontanelle.<\/p>\n<p>Anche qui vi sono numerose nicchie con teschi, anche qui il popolo si postra innanzi ai resti umani attribuendo ad essi miracolose virt\u00f9.<\/p>\n<p>Anche qui ci sono dei religiosi, questa volta dei monaci, i quali con la loro presenza, convalidano ed autorizzano le teorie superstiziose dell\u2019umile popolo napoletano.<\/p>\n<p>Abbiamo avvicinato nell\u2019occasione il prof Carlo Ronga, allievo dell\u2019illustre prof on Tesauro, il quale, in proposito ci ha detto:<\/p>\n<p><em>\u201cRitengo che sia veramente cosa di eccezionale gravit\u00e0, perch\u00e9 ci\u00f2 che si verifica colpisce profondamente la dignit\u00e0 morale del nostro popolo, che ha tradizioni radicate ed antichissime. Dal punto di vista morale bisognerebbe che le autorit\u00e0 intervenissero tempestivamente ed energicamente per evitare che la piaga dilaghi ed assuma proporzioni pi\u00f9 vaste.\u00a0 Per autorit\u00e0 intendo quelle politiche giudiziarie e amministrative. Per quanto riflette la questione giuridico penale \u00e8 necessario che intervengano le autorit\u00e0 di P.S. perch\u00e9 indubbiamente i reati che si commettono sono frequenti e gravi, tanto pi\u00f9 che i fatti si verificano in una zona prevalentemente popolare per cui si rende urgente un intervento in quanto il popolo ha bisogno certamente di conquistare un pi\u00f9 alto livello di vita e dimenticare la follia collettiva e turbinosa che ha sconvolto la coscienza di molti nell\u2019immediato dopoguerra\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Dal punto di vista teologico il censore, prof De Rosa, da noi intervistato, ha detto: <em>\u201c Le reliquie dell\u2019organismo corporeo vanno considerate con rispetto e con quella venerazione che si ha verso ci\u00f2 che \u00e8 rimasto di un corpo che \u00e8 stato tempio dell\u2019anima\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La nostra indagine \u00e8 terminata. Ci auguriamo che mettendo una pietra su quanto accaduto fino ad oggi si provveda all\u2019immediata chiusura dei luoghi menzionati, i quali costituiscono\u00a0 un affronto dal punto di vista giuridico, religioso e morale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0La Croce 29\/ 10\/ 1950<\/strong><\/p>\n<p><strong><\/strong><strong>Circa il cimitero delle Fontanelle<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In questi giorni, che ci sono particolarmente cari perch\u00e9 rievocano la sacra memoria dei nostri defunti, vogliamo dire la nostra parola su quanto \u00e8 stato stampato in alcuni quotidiani e particolarmente in una lettera a noi inviata circa il Cimitero delle Fontanelle.<\/p>\n<p>Diciamo Cimitero e non ossario come hanno pubblicato i giornali perch\u00e9 secondo il Diritto Canonico un luogo destinato ad accogliere i resti mortali di cattolici si dice cimitero. E proprio questo si trova alle Fontanelle.<\/p>\n<p>Poniamo intanto la questione nei suoi veri termini: la chiesa non solo permette il culto dei defunti, ma ci esorta a suffragarli con le parole ispirate dalla S. Scrittura: Sancta et salubris est cogitatio pro defunti exorare ut a peccatis solvantur. \u00c8\u00a0 santo e salutare il pensiero di pregare per i defunti perch\u00e9 siano sciolti (dalle pene) dei peccati.<\/p>\n<p>Ogni buon cattolico sa che la orazione per i defunti va diretta all\u2019anima e non al corpo; pur tuttavia, come dice S. Agostino, non \u00e8 da condannarsi la cura per il corpo che \u00e8 nel sepolcro perch\u00e9 esso fu la casa dell\u2019anima. E come noi conserviamo gelosamente qualsiasi oggetto che appartenne ad un nostro caro defunto, cos\u00ec anche il corpo del defunto pu\u00f2 essere oggetto di un particolare culto. La Chiesa infatti lo asperge con l\u2019acqua benedetta e lo incensa cos\u00ec come fa in tante religioni.<\/p>\n<p>Ma non fa meraviglia che come in ogni culto, cos\u00ec anche in questo, anzi pi\u00f9 frequentemente in questo, si abbiano delle deviazioni che spesso diventano vere profanazioni compiute o da gente ignorante o da superstiziosi, anche se forniti di una certa cultura; anzi alcuni che non credono in Dio credono ciecamente in tali deviazioni che vanno dalla richiesta dei numeri del lotto (non ancora si \u00e8 pensato alla Sisal) fatta ai teschi, alle pretese divinazioni e financo alle polverine di ossa usate dalle fattucchiere per filtri, scongiuri, fatture et similia.<\/p>\n<p>Evidentemente tutto questo \u00e8 severamente condannato dalla Chiesa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 posto che cosa esiste alle Fontanelle? Un insieme di caverne scavate nella roccia dove si trovano migliaia e migliaia di resti umani. Con essi si sono formate delle nicchie, delle cappelle, mentre altre ossa giacciono alla rinfusa.<\/p>\n<p>Non si creda che ci\u00f2 sia un fatto particolare di Napoli; anche a Roma a S. Agnese fuori le mura v\u2019\u00e8 un cimitero annesso alla Chiesa dove si trova qualche cosa di simile.<\/p>\n<p>Da moltissimi anni il popolino del rione ed anche quello della citt\u00e0 si reca il luned\u00ec in quel luogo per suffragare quei morti. Fin qui nulla di male. Fu costruita anche una chiesa, oggi parrocchia, a ridosso delle caverne, ma sulla strada, dal canonico Mariano Colella defunto da parecchi anni.<\/p>\n<p>Prima di andare oltre osservo incidentalmente che nel \u201cGiornale d\u2019Italia\u201d del 21 ottobre \u00e8 detto che l\u2019attuale parroco ostacola la costruzione della chiesa. L\u2019articolista per\u00f2 non si \u00e8 accorto di aver presa una grossa \u201cpapera\u201d perch\u00e9 pochi righi prima ha scritto;\u201dMolto tempo fa quando la chiesa non era stata ancora costruita\u201d. Inoltre l\u2019attuale parroco esercita\u00a0 i suo ufficio proprio in quella chiesa costruita a suo tempo dal Colella. Non \u00e8 il caso della favola di Esopo sul lupo e l\u2019agnello?<\/p>\n<p>In questi ultimi giorni sono stati denunziati all\u2019autorit\u00e0 di P.S. fatti sconvenienti, commessi da fattucchiere che vendevano, a prezzi d\u2019affezione, da 500 a 5.000 lire, le polverine tratte dalle ossa.<\/p>\n<p>Evidentemente non saremo noi a difendere quelle megere, ma, per mettere le cose a posto ci chiediamo: quel luogo \u00e8 per noi sacro, come \u00e8 considerato dal Municipio? Evidentemente deve essere considerato come profano dato che il Municipio tiene le chiavi e le ha affidate a un guardiano, suo dipendente, escludendo il Parroco dalla vigilanza di quel luogo.<\/p>\n<p>Come s\u2019\u00e8 detto innanzi, la Curia non pu\u00f2 condividere le idee del Municipio anche perch\u00e9 in quel luogo si svolgono dal popolo pratiche religiose pubbliche anche se non ufficiali. Ed allora incombe all\u2019Autorit\u00e0 Ecclesiastica e per essa al Parroco locale o ad un Cappellano che non si trascenda in pratiche proibite dalla Chiesa. Il Municipio sembra che sostenga che non v\u2019\u00e8 bisogno di Cappellano, dato che non si compiono in tale luogo operazioni di interro o di sterro. Il giornalista sopra citato va anche oltre perch\u00e9 dice di aver saputo dall\u2019ufficio competente che: \u201dil comune non ammette n\u00e9 riconosce culto nell\u2019ossario delle Fontanelle.\u201d Vogliamo credere che il Sindaco non abbia detto tali parole, dato che non spetta a lui stabilire se un luogo sia o no degno di culto. Ad ogni modo facciamo notare che neppure nei cimiteri di guerra si compiono le operazioni di interro e di sterro, mentre alla custodia di essi vigila non solo il personale laico, ma anche un cappellano militare.<\/p>\n<p>Se vi siano state manomissioni di ossa spetta all\u2019Autorit\u00e0 inquirente stabilirlo e cercare i rei; tra questi evidentemente non pu\u00f2 esservi chi \u00e8 stato escluso dal controllo di quel luogo.<\/p>\n<p>In ogni caso noi poniamo la questione nei seguenti termini. Se il Comune considera non sacro quel luogo lo chiuda con muratura e vi ponga innanzi una lastra di marmo. Il popolo se vuole, andr\u00e0 a pregare innanzi a quel marmo cos\u00ec come prega nei nostri cimiteri. Il municipio per\u00f2 non pu\u00f2 permettere che si svolgano in esso, quando \u00e8 aperto, pratiche religiose anche non ufficiali senza il controllo dell\u2019autorit\u00e0 Ecclesiastica e ci\u00f2 per disposizione canonica.<\/p>\n<p>Dire poi come \u00e8 stato stampato nel Giornale d\u2019Italia che il Parroco vuole le chiavi per far commercio, significa voler incolpare una persona per reati non ancora compiuti, ma che potrebbe eventualmente compiere in seguito.<\/p>\n<p>Questo non \u00e8 degno di un giornalista che si rispetti anche se si trinceri prudentemente sul giudizio \u201cdelle persone autorevoli con il quale (sic) ha avuto modo di parlare\u201d.<\/p>\n<p>La lettera inviata alla direzione de La Croce con firme dattilografate (dovrebbero essere per regolarit\u00e0 autografe) si occupa anche dei teschi esposti in alcuni ipogei di chiese. Ci risulta che la cosa \u00e8 da tre mesi allo studio dell\u2019Autorit\u00e0 Ecclesiastica. Non \u00e8 stato possibile giungere alla soluzione finora per varie ragioni anche perch\u00e9 si tratta di enti non soggetti completamente alla giurisdizione dell\u2019Ordinario del luogo. Comunque possiamo assicurare i lettori che disposizioni tassative saranno emanate tra breve.<\/p>\n<p>La Direzione<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cronaca di questi giorni ha portato nuovamente alla ribalta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/734"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=734"}],"version-history":[{"count":16,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/734\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":747,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/734\/revisions\/747"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=734"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=734"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.icare-fontanelle.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=734"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}